OSNAGO, PARROCCHIA IN FESTA CON ROLLA E RAVASI

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Martedì 26 dicembre, in occasione della festa patronale di S. Stefano, la solenne Messa delle 11 nella parrocchia di Osnago è stata celebrata da monsignor Maurizio Rolla, vicario episcopale per la zona III della diocesi di Milano, che ha ricordato i suoi 40 anni di ordinazione sacerdotale. Insieme al suo anniversario, durante la celebrazione, ne sono stati ricordati anche altri: i 10 anni di Episcopato del cardinale Gianfranco Ravasi, originario del paese, (che ha celebrato la S. Messa delle 9.30), e i 55 anni di ordinazione di don Piero Cecchi, non festeggiati l’anno scorso. Non hanno potuto, invece, essere presenti alla celebrazione don Giovanni Rigamonti, che quest’anno festeggia i 40 anni di sacerdozio, e padre Giampietro Casiraghi, che ricorda nell’anno i 55 anni di sacerdozio. La messa presieduta da mons. Rolla è stata concelebrata dai festeggiati, dal parroco don Costantino Prina, da due padri messicani giunti in supporto alla parrocchia per le festività, padre Francisco e padre Gioele, e da molti sacerdoti originari di Osnago o che hanno prestato servizio negli anni come parroci o vicari presso la parrocchia, monsignor Marco Ferrari, don Angelo Riva, don Tommaso Giannuzzi, don Riccardo Sanvito, frate Emanuele Casiraghi, don Giovanni Bonanomi, don Silvano Provasi, don Mario Fumagalli, don Alessandro Maggioni, don Achille Fumagalli, padre Daniele Ponzoni e padre Gianni.

Dopo la tradizionale accensione del pallone, posto sopra l’altare in ricordo del martirio di S. Stefano, toccata quest’anno a monsignor Rolla, ha avuto inizio la partecipata ed affollata celebrazione.
Don Costantino, dopo aver ringraziato tutti i sacerdoti e i fedeli presenti, ha introdotto così la celebrazione: «Non so perché i nostri antenati abbiano scelto proprio Santo Stefano come santo patrono ma noi come comunità dobbiamo cercare di seguire il suo esempio nell’amore. Ci ricolleghiamo, quindi, alla domanda posta in questi mesi: se Dio dovesse venire ad Osnago troverebbe ancora la Fede? La risposta lasciamola a Lui».
Durante l’omelia, dopo aver ringraziato il parroco e la comunità per la disponibilità, monsignor Rolla ha ripreso il significato della festa del Natale nella vita di ciascuno, ricollegandolo poi proprio alla figura del martire Stefano.

«Dobbiamo cercare di custodire ciò che il mistero del Natale ci manifesta. Il Natale porta scombinamenti, ad esempio la corsa ai regali, il dover allargare gli spazi in casa per far posto ad amici e parenti e il dover spadellare per molte persone, il faticare a trovare posto in chiesa o non sedersi dove si è soliti – ha esordito monsignor Rolla – Appena terminato il giorno di Natale si desidera tornare ad una normalità tanto che proprio alcuni degli stessi cattolici praticanti affermano: meno male che anche quest’anno Natale è passato! Allora cosa ci resta di questa esperienza di Natale? Dobbiamo cercare di scoprire qual è la sapienza che il Natale apporta alla nostra fede. Quindi non è più promettente credere in Gesù ma è più promettente credere che sono io che credo che è Lui che continua a scommettere sulla mia esistenza. Questa è l’esperienza di vita e l’apertura all’eternità. Infatti, in realtà, noi non abbiamo cercato Gesù ma ci è stato dato, anche se a volte non capiamo come Egli ci viene dato nella nostra vita. Anzi, spesso nella vita ci sono cose imprevedibili e tante mi vengono incontro ma io non le condivido. Ad esempio, a volte non comprendiamo il senso di alcune cose che accadono, come l’uccisione di una persona da me ben conosciuta, padre Fausto Tentorio. Cosa ha mai fatto e detto di sbagliato per essere ucciso? Non ha fatto alcun male. Anche oggi allora tutti, noi sacerdoti per primi, possiamo correre il rischio di essere un po’ lapidati come Stefano, anche se spesso non più fisicamente. Questo ci spinge a pensare che, anche se non capisco bene tutte queste cose, però, devo mettere a disposizione di Dio ciò che sono. Ciò che il Signore ci dà da offrire nella nostra vita sono sacchettini di semi da piantare e che poi Lui farà crescere. Ben vengano – ha concluso Rolla – le feste e le cose che non ci piacciono se questo serve a far attecchire il seme, così come è stato per Stefano e per Gesù».
Al termine della Messa i diversi sacerdoti presenti alla celebrazione si sono fermati a salutare i numerosi fedeli intervenuti.

Veronica Sala
Foto e video Dario Vanoli



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