A TORINO IL CONGROSSO, L’INCONTRO NAZIONALE DEI VOLONTARI DI APG23

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Il 9 e 10 settembre i giovani di don Benzi si ritrovano
dopo un estate dedicata ad aiutare i bisognosi in Italia e all’estero

Condividere una settimana con i profughi minorenni a Reggio Calabria, aiutare i bambini di Bucarest che vivono nelle fogne, passare la notte con i senza tetto o con le donne che si prostituiscono. Sono alcune delle attività svolte questa estate da centinaia di giovani volontari della comunità Papa Giovanni XXIII, fondata da don Benzi, che si ritrovano a Torino il 9 e 10 settembre, presso l’ex carcere dell’Eremo di Silenzio di via Borsellino per confrontarsi sulle esperienze vissute.
Guidati dai papà delle case famiglia e dai responsabili delle accoglienze della Comunità, centinaia di giovani durante l’estate hanno rivissuto l’esperienza proposta per tutta la sua vita dal sacerdote riminese don Oreste Benzi, scomparso nel 2007.
E’ la città di Torino a ospitare il momento conclusivo delle attività estive, chiamato Congrosso. Nell’ex carcere dell’Eremo di Silenzio si alterneranno testimonianze, momenti di festa e di scambio di quanto appreso.
«Abbiamo incontrato i richiedenti asilo che vivono fra i treni abbandonati della stazione; c’era un ragazzo giovane come me cui sono stati amputate gambe e piedi a causa delle ferite riportate durante la traversata in mare», uno di loro racconta come l’esperienza di condivisione ha cambiato la sua vita.
Domenica 10 alle 11.30 circa 200 ragazzi le porteranno i loro vissuti nella Messa che sarà celebrata dal vescovo Cesare Nosiglia.
Il presidente della Comunità Giovanni Paolo Ramonda incontrerà i ragazzi per rispondere alle loro domande: «Il filo conduttore dell’anno è stato il tema della gioia, scoperta dai giovani attraverso la condivisione diretta con i più poveri; come insegnava don Oreste i giovani sognano in grande, e hanno bisogno di ricevere delle vere proposte di vita. È questo che porteranno a Torino: un incontro simpatico con Cristo e la gioia della bellezza vissuta accanto ai poveri. Creeremo una relazione viva con la Pastorale giovanile e le realtà associative della città».



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