BUON COMPLEANNO ADRIANO!

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Il 2018 si apre subito, con una notizia che è forte, ma stavolta come non mai, l’importanza della sua forza è davvero notevole, visto che oggi sabato 6 gennaio Adriano Celentano festeggia ottant’anni. Una carriera segnata da canzoni indimenticabili come i film di cui è stato a volte attore, e a volte anche regista; muove i suoi passi, alla fine degli anni ’50, quando tra provini per la Rai, ai tempi disinteressata al suo temperamento, e prime apparizioni dal vivo, l’Adriano nazionale, comincia a farsi strada con un rock’n’roll veloce e vibrante, ispirato da Elvis Presley e Bill Haley, infatti canzoni come Rock matto e Movimento di Rock, mostrano già un’attitudine forte e un carattere esplosivo, che negli anni a venire lo porteranno ad avere anche un peso sociale, oltre che artistico.
Negli anni ’60, dopo le prime apparizioni sanremesi, i primi film, e l’addio all’orchestra di Giulio Libano, (al suo posto arriverà il grande Clem Sacco), la sua carriera artistica comincia ad avere un evoluzione, sia a livello di testi che di sonorità, e uno dei punti più alti di questa evoluzione, viene raggiunto nel 1970, quando a Sanremo, trionfa con il brano Chi non lavora non fa l’amore.
E così arrivano i primi anni ’70, dove Prisencolinencinainciusol e Svalutation, mostrano un Adriano scatenato, che non solo tocca temi importanti e riflessivi, ma arriva addirittura a fare i concerti negli stadi: una notorietà in crescita, ma che riesce sempre a provocare la critica, a dimostrazione che un artista come lui non si fabbrica, ma si fa.
Tra la fine dei ’70 e i primi anni ’80, Celentano incontra Salvatore Cutugno, per gli amici Toto, e Cristiano Minellono (noto paroliere che collaborerà anche con i Ricchi e Poveri e Albano e Romina), con cui darà vita a un sodalizio artistico, che durerà alcuni anni (a livello di testi sia chiaro), ma che porterà nel repertorio del “re degli ignoranti”, canzoni che resteranno eternamente nelle nostre memorie, come Soli, Il tempo se ne va e Se non è amore; alcuni anni dopo la Rai, che negli anni ’50, snobbava l’artista, lo renderà padrone di casa di alcune edizioni del programma Fantastico, in cui il suo peso sociale arriva ai massimi nella sua carriera artistica, e le canzoni diventano le colonne sonore perfette di un programma che di nome e di fatto è semplicemente fantastico.
Dagli anni ’90 ad oggi, invece Adriano, ha sempre tenuto alta la sua attenzione a livello mediatico, sempre quando ha qualcosa da dire sulla musica, ma anche su altri temi reali che la gente vive ogni giorno; infatti anche i suoi grandi concerti del 1994, e del 2012, hanno sempre mostrato l’amore e l’ammirazione che il pubblico ha per lui, sia nella buona che nella cattiva sorte. Un fatto curioso tratto dai due concerti del 2012, e che tra il pubblico presente all’Arena di Verona, qualcuno gridò ad Adriano la frase, “è meglio che canti, sembra surreale, ma nel 1992, esattamente vent’anni prima, Francesco Baccini, pronunciò le stesse identiche parole, in una canzone chiamata proprio Adriano Celentano, tratta dall’album Nomi e cognomi.
Il bello del molleggiato è anche questo, essere ammirato e essere odiato, per conquistare altri consensi, ma d’altronde lui ci ha insegnato tra le tante cose dette che, prendersi in giro è rock e fare la vittima è lento, e quindi, buon compleanno Adriano, e tanti auguri… rock!

Stefano Rocca



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